Croazia Info di Branko e Nicoletta
Croazia in Moto - parte seconda
Korcula Hvar

MARTEDÌ 07/06/2006: DUBROVNIK - STON - OREBIC (km 115)
Dopo una nottata da lupi degna della migliore tradizione con tuoni, fulmini e pioggia battente, questa mattina non piove e, per fortuna, la tenda è asciutta. Il cielo, comunque, non promette nulla di buono: grigio acciaio compatto! Dopo aver smontato...

Alessandro e Cristina Bignami - abignami AT virgilio.it (giugno 2006)

Orebic Orebic

... la tenda e caricato i bagagli partiamo, ben preparati alla pioggia, alla volta della Penisola di Peljesac.
In breve giungiamo al borgo medievale di Ston, caratterizzato dalle mura difensive del 1333 e dai fortilizi che occupano buona parte delle colline retrostanti e del borgo attuale.
Le mura sono in restauro ma il tratto che circonda l'attuale cittadina è accessibile e, quindi, decidiamo di percorrerle. La fatica dell'arrampicata viene ripagata, nostante il cielo plumbeo, da una bella vista sul borgo noto per gli allevamenti di mitili.
Per pranzo scegliamo mangiare nella locanda "Stagnum". I proprietari sono molto gentili, il cibo (impepata di cozze, pasta ai frutti di mare e insalata di polipo) è ben preparato e le porzioni abbondanti tanto che decidiamo di prendere una sola porzione di ogni cosa e dividercela.

Dopo pranzo riprendiamo il viaggio verso Orebic, dove ci aspetta il traghetto per Korcula ma il tempo decide diversamente: abbondanti rovesci ci accompagnano per i successivi 60 km costringendoci a fermarci ad Orebic e ad affittare una stanza.

NOTA: con la pioggia l'asfalto diventa scivoloso, anche se non è mai pericoloso, ma è facile trovare degli avvallamenti trasformati in laghi che vanno affrontati con prudenza (anche se gli automobilisti non sempre lo fanno con conseguenti docce garantite per i motociclisti).

MERCOLEDÌ 08/06/2006: OREBIC E DINTORNI (km 7)
Al nostro risveglio il tempo è buono e, dopo una veloce colazione, ci rechiamo al monastero francescano di Orebic. Fondato tra il 1470 e il 1480, è ubicato su un promontorio che si affaccia sull'isola di Korcula (della quale si può ammirare l'omonimo borgo con le sue mura fortificate) offrendo al visitatore una vista incantevole.
Il monastero, con ingresso a pagamento, vanta anche un piccolo chiostro, sotto ai cui pavimenti, fino al 1829, sono stati sepolti i marinai e i capitani di Peljesac. La chiesa è dedicata alla Madonna degli Angeli, protettrice dei marinai: ancora oggi i battelli che passano emettono un fischio di "saluto" a cui rispondono le campane del monastero. All'interno del refettorio sono conservate varie tele ad olio tra cui cui spicca una "Madonna con Bambino " di Lorenzo Lotto ed un'"Estasi di S. Francesco" del cav. D'Arpino. In una sala attigua è possibile ammirare una serie di pregevoli modellini di velieri, una serie di ex-voto in argento, antichi sestanti e altri oggetti legati alla vita marinara.
La chiesa contiene una bella pala d'altare e un'icona della Madonna degli Angeli. Usciti dal monastero facciamo una passeggiata lungo una strada panoramica che, però, dopo qualche centinaio di metri, finisce in una proprietà privata. In tarda mattinata scendiamo al porto dove, parcheggiata la moto, recuperiamo un orario dei traghetti. E' ora di pranzo: dove andare?
Il lungomare di Orebic è carino, ma i ristoranti offrono solo menù graditi ai turisti tedeschi. Fortunatamente, prima del porto, ecco un bistrot posizionato in riva al mare, dove, all'ombra dei pini marittimi, possiamo gustare un pollo allo spiedo con contorno di insalata fresca e patatine godendoci il panorama. Il pomeriggio lo dedichiamo all'ozio passeggiando sulla spiaggia di ciottoli e leggendo.

Korcula Korcula

GIOVEDÌ 09/06/2006: OREBIC - KORCULA - VELA LUKA - KORCULA - OREBIC - TRPANJ (km 155)
Lasciata la nostra stanza ci rechiamo al porto dove prendiamo il traghetto che, in 15 minuti circa, ci porta a Korcula. Il borgo veneziano è molto bello e vi possiamo ammirare, in particolare, la chiesa di S. Marco, in stile gotico e la casa a torre di Marco Polo.
Da Korcula andiamo a Lumbarda per ammirare le poche spiagge sabbiose (secondo noi, non ne vale la pena) e poi proseguiamo per Vela Luka. Lungo la strada, a Smokvica, abbandoniamo la strada principale e prendiamo la deviazione per Brna che ci consente di percorrere un tratto di strada lungo la costa: il panorama è molto bello e ci ricompensa dei pochi km percorsi in più.
Alle 13 siamo a Vela Luka e pranziamo al ristorante Pod Bore (l'unico aperto) e poi ci rechiamo al porto dove scopriamo che, in questa stagione, i traghetti per Hvar si riducono a 1 al giorno….alle 5 del mattino! In effetti, l'orario dei traghetti riporta questa informazione ma, a nostra discolpa, possiamo dire che il malefico foglietto è decisamente poco chiaro le prime volte che lo si consulta. Con una consultazione più attenta scopriamo che da Trpanj, sulla penisola di Peljesac, parte un traghetto che alle 9 del mattino porta sulla costa; successivamente da Drvenik, c'è un traghetto che porta a Hvar. Decidiamo quindi di tornare sulla terra ferma e di campeggiare a Trpanj. Il campeggio, un po' appartato e spartano, vanta una piccola spiaggia.

NOTA: secondo noi, l'isola di Korcula non merita una sosta prolungata, solo il borgo antico vale la pena di essere visitato e, per fare ciò, potrebbe essere interessante valutare l'uso di un traghetto taxi (che attracca al porto del borgo e non a quello esterno per i traghetti che portano i veicoli (a 3 km dalla città)) lasciando così la moto (o la macchina) sulla terra ferma. In questo modo si potrebbe ottimizzare la giornata visitando in mattinata il monastero di Orebic e, nel pomeriggio, il borgo di Korcula.

Hvar Hvar - campo di lavanda Hvar Hvar

VENERDÌ 10/06/2006: TRPANJ - PLOCE - DRVENIK - JELSA (km 82)
Sveglia alle 7, il cielo è terso, finalmente! Smontiamo il campo e alle 8.15 siamo al porto di Trpanj per prendere il traghetto delle 9.00 che in 50 minuti ci porta a Ploce. Una volta sbarcati ci dirigiamo verso Drvenik (28 km circa) ove ci imbarchiamo per Sucuraj (isola di Hvar). Durante la traversata avvistiamo, purtroppo in lontananza, dei delfini. Dopo lo sbarco ci dirigiamo, sull'unica strada, verso Jelsa che è una piccola cittadina a pochi chilometri da Starigrad e Hvar.
Per percorrere i 53 km fino a Jelsa ci vuole un'ora e quaranta minuti circa in quanto la strada è stretta, con molti sobbalzi e, per metà percorso, priva di rettilinei! Il vantaggio della bassa velocità consiste nell'ammirare i panorami e i campi di lavanda che, in questa stagione, sono in piena fioritura.
Giunti a Jelsa pranziamo al bistrot Hit ubicato davanti al porto: cibo e servizio sono ottimi! Durante il pranzo decidiamo di montare il campo proprio a Jelsa poiché ci sembra più tranquilla e confortevole delle più grosse Hvar e Starigrad. Detto, fatto. Montiamo la tenda al camping Mina (a 500 metri dal porto) che, scopriamo subito, ha alcune piazzole su terrazze che digradano sul mare. Fantastico: ci si può quasi tuffare in acqua dalla tenda!
Il tempo, purtroppo, si è deteriorato e ci regala un bel temporale ma, una volta passato, dalla tenda possiamo ammirare un bell'arcobaleno. Cena tranquilla in campeggio e passeggiata in centro per godersi l'atmosfera vacanziera ed il localini illuminati affollati di turisti.

isola Hvar isola Hvar

SABATO 11/06/2006: JELSA - HVAR - JELSA (km 74)
Sveglia presto: il cielo è terso e non c'è vento… è l'ideale per andare in "spiaggia". In realtà sono lastroni di cemento su cui si può stendere il telo da bagno. L'acqua è invitante e decido di tuffarmi (non c'è modo di entrare piano piano): l'ululato per lo choc mi si strozza in gola ma, riesco a stare in acqua per un paio di minuti. Scopriremo solo dopo che l'acqua è a 17°C, ottima per i tedeschi ma piuttosto freddina per noi. Verso le 9 ci dirigiamo verso Hvar percorrendo la strada vecchia che sale sulla cresta delle montagne che costituiscono la dorsale dell'isola. I panorami sono eccezionali: da un lato è possibile ammirare il fiordo di Starigrad, dall'altro si possono vedere le isole Spalmadori il cui nome deriva dall'attività di calafatura delle chiglie delle navi che vi si svolgeva nei tempi passati.
      

             

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