Parco delle isole Brioni

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Fazana Brioni

Quattordici isole con una superficie complessiva di quasi 8kmq localizzate lungo la costa sudoccidentale dell'Istria distano sette chilometri da Pola e tre chilometri da Fazana con la quale sono collegate da frequenti linee di traghetto. L'isola più grande è Veliki Brijun - Brioni maggiore, distante due chilometri dalla costa, la seconda isola per grandezza è Mali Brijun - Brioni Minore; le altre sono Kabula, Kadulja, Kotez, Galija, Gaz, Grunj, Madona o Pusti, Vrsar, Sv.Jerolim, Sv.Marko, Obljak, Vanga, Supin e Supinic. L'isola Maggiore deve il suo nome alle dimensioni, è parzialmente coltivata e ospita prati e parchi. Le spiagge sono basse e rocciosi di facile accesso e in alcune baie si possono trovare anche spiagge di ghiaia e sabbia. Dal medioevo le isole Brioni appartennero a Venezia , mentre dal 1797 al 1815 vennero annesse all'impero Napoleonico; dalla prima metà dell'ottocento cominciarono ad ospitare abitanti di lingua croata e nel 1983 vennero acquistate dal magnate dell'acciaio Paul Kupelwieser che diede loro la forma paesaggistica che hanno tutt'oggi e vi creò il un grosso complesso alberghiero. Col figlio Karl Kupelwieser, la proprietà entrò in bancarotta e venne acquistata dallo stato italiano (1930) e nel 1945 venne ceduta all'allora Jugoslavia. Nel secondo dopoguerra divennero dimora estiva del presidente Tito e a tre anni dalla sua morte nel 1983 divennero Parco nazionale.

La roccia bianca di cui sono composte le isole hanno fornito per secoli materiale da costruzione prima ai romani e successivamente alle cittadine adriatiche.
Il clima tipicamente mediterraneo ha consentito lo sviluppo di una flora rigogliosa anch'essa tipica, nella quale sono state inseriti elementi esotici.
Sulle isole di possono ammirare tra l'altro la rigogliosa macchia che nella penisola di Pineta sull'isola Maggiore e sulle isole Vanga, Madonna e Brioni Minore è rimasta pressochè intatta.
L'albero più vecchio del parco è sicuramente il vecchio ulivo con i suo milleseicento anni che ancora produce frutti che vengono utilizzati per la produzione di olio.
Tra le specie introdotte ci sono vari tipi di pini, cedri del libano, palme, yucca e cactus intorno alle ville e agli alberghi, mentre boschi di lecci occupano varie aree su Brioni Maggiore (vedere a est di Bijela Vila - Villa Bianca) e Brioni Minore.
Durante la trasformazione delle isole in meta turistica una parte della flora autoctona venne rimossa creando così dei parchi paesaggistici col mantenimento dei gruppi di lecci più grandi.
La fauna delle isole è composta da specie autoctone tra cui la lepre, mentre nel 1902-1908 vennero introdotti il daino, il muflone e il cervo pomellato.

Parco delle isole Brioni - olivo millenario villa Primorka Safari Park

Tra gli uccelli prosperano i gabbiani, le rondini di mare, ma la zona più interessante è quella di Valdaura che ospita tre laghi paludosi recintati che costituiscono una riserva ornitologica ( tra le specie in via di estinzione si possono trovare tra l'altro aironi bianchi e cicogne nere).
Le saline di Valdaura si trovano in una insenatura di Brioni Maggiore dietro punta Gromaca-Gromazza. Il lago più grande ha una piccola isola che ospita una capanna di paglia, luogo di riposo di Josip Broz Tito.
La riserva ornitologica è stata costruita sui resti delle saline medievali - la produzione di sale cessò nel 1960 con la bonifica dell'area.
Nella parte nord di Brioni Maggiore nel 1978 viene creato il parco-safari con elefanti indiani ricevuti in dono dall'India nel 1972 e nel 1974, zebre, lama, pecore della somalia donate dall'Etiopia nel 1956, antilopi, antilopi di palude (kobo) dono dello Zambia nel 1962, mucche sacre indiane e asini istriani e dalmati.

All'interno del parco safari si trova l'etno-park che illustra l'economia agricola autoctona con gli animali che le sono più comuni: il bue istriano, la pecora, gli asini e le capre.
Uno dei più conosciuti ospiti dell'isola è il pappagallo di Tito, Koki che risiede vicino all'albergo Neptun-Istra - si tratta di un cacatua bianco col ciuffo giallo che quando è di buon umore parla.
Lo specchio di mare delle Brioni ospita organismi marini dell'Alto Adriatico tra cui la Pinna Nobilis i datteri e saltuariamente le tartarughe di mare e i delfini, tutte specie protette, ed è quindi area sottoposta a tutela. Abbondano molluschi di vario tipo, spugne e numerosi pesci. E' possibile praticare immersioni su un'area di 40 kmq e riprendere i fondali con guide specializzate. Le acque dell'arcipelago delle Brioni costituiscono spesso l'unico rifugio rimasto a specie animali e vegetali che in altre zone, a causa dell'inquinamento prodotto dall'attività turistica e dalla pesca sono scomparse o stanno scomparendo.

Brioni Brioni isole Brioni - castrum

Da vedere:
- Parco cretaceo di Brioni:
a punta Pogledalo, Ploce, Kamik/Plješivac e Trstika/Debela Glava sulle isole di Brioni sono state rinvenute più di duecento improte di dinosauro. In particolare a Punta Pogledalo nella penisola di Vrbanjsono state trovate le impronte di carnivori bipedi, probabilmente teropodi. A Poloce-Punta Lastra si trovano impronte di piccoli carnivori bipedi.
Nella penisola di Zelenikovac accanto alle impronte di dinosauri sono stati ritrovati gusci fossilizzati di chiocciola nerita, fenomeni sedimentari marini appartenenti al basso cretaceo.
- Castelliere:
resti di abitato fortificato dell'epoca del bronzo si trovano a nord di Verige-Val Catena - si possono vedere le mura di cinta, alcune entrate e la necropoli; sepolcri con bare si lastra di pietra sono stati rinvenuti sui colli circostanti il castelliere.
- Villa Romana a Verige-Val Catena:
villa rustica romana del primo secolo a.C.; sulle rive sud della vallata era ubicato il palazzo residenziale estivo con due peristili e decorazioni di mosaici, affreschi e stucchi, in fondo all'insenatura tre templi dedicati a Nettuno, alla triade capitolina e a Venere, mentre sul lato nord si trovavano la palestra le terme e gli edifici economici tutti collegati da passeggiate aperte e chiuse.

- Castrum:
il più vasto abitato dell'isola presenta resti della Roma repubblicana e imperiale, di Bisanzio, dell'epoca carolingia e di Venezia;
- Chiesa della Madonna:
chiesa a tre navate con pianta rettangolare costruita nel quinto/sesto secolo d.C. Nell'atrio della basilica si conserva un lapidario, mentre nello spazio antistante si trovava un cimitero paleocristiano.
La chiesa venne restaurata nel nono secolo e accanto alla basilica sorse il monastero benedettino.
Dal dodicesimo secolo la chiesa appartenne ai templari, ma dopo lo scioglimento dell'ordine (1312) il convento cadde in disuso e accanto alla chiesa principale venne eretta una costruzione più piccola ad una navata dedicata a San Pietro.
- Chiesa di San Germano:
costruita nel 1841 possedeva affreschi gotici distrutti in un incendio verso la fine del diciannovesimo secolo. Venne restaurata nel 1911 e nel pavimento venne inserito il mosaico della villa romana di Val Catena.
Dal 1958 ospita riproduzioni di affreschi e scritte glagolitiche del periodo medievale di Istria e Quarnero.

isole Brioni da Fazana arcipelago Brioni da Fazana Koki

- Raccolta archeologica:
reperti ritrovati nel 1955 sono esposti nella villa veneziana del sedicesimo secolo. La mostra ospita oggetti in terracotta e ossa dell'epoca della pietra e del rame provenienti dalle abitazioni dell'insenatura di Javorika; reperti in ceramica, metallo e vetro provenienti dalla villa nella baia di Val Catena, ritrovamenti dal sito archeologico del Castrum di Val Catena e frammenti medievali provenienti dalla Chiesa della Madonna e dalla Chiesa di San Pietro. - Mostra fotografica "Tito alle Brioni":
raccolta di trent'anni di fotografie che mostrano incontri con delegazioni straniere, ospiti di riguardo, collaboratori e amici.
- Raccolta di scienze naturali:
diciannove diorami che ospitano animali imbalsamati ricevuti in dono da Tito che riproducono fauna asiatica, africana, australiana, sudamericana ed europea.
- Mausoleo della famiglia Kupelwieser:
il magnate dell'acciaio austriaco Paul Kupelwieser acquistò le isole Brioni nel 1983, avviò i progetti di bonifica e allestimento dei parchi, la sistemazione dei boschi e dei siti archeologici trasformandole in sanatorio e località balneare alla moda. - Belvedere:
sono tre e vennero fatti costruire dalla famiglia Kupelwieser nel 1895.

- Cave di pietra:
ripulite e attraversate da sentieri meta di numerosi visitatori;si distinguono per la presenza di targhe di bronzo commemorative la Cava di Tuffar - collaboratore della famiglia Kupelwieser e direttore delle Brioni al quale si devono i boschi, i giardini, le passeggiate, le strade e i sentieri del parco - e la cava di Koch che liberò le isole dalla malaria.
- Escursioni organizzate:
nel periodo primaverile-estivo l'ente del parco organizza più volte al giorno visite guidate alle isole Brioni Maggiore e Minore - le visite da inizio novembre a fine marzo vengono organizzate solo su richiesta. E' possibile partecipare a una visita dell'intero arcipelago in barca con attracco nella baia di San Niccolò sull'isola Brioni Minore e nell'isola di San Girolamo. La barca parte da Brioni Maggiore o da Fazana e rientra nello stesso porto di partenza. La visite alle isole di San Girolamo e Cotez-Cosada prevedono una sosta di una intera giornata con bagno e sono consentite anche a imbarcazioni private previo pagamento di un permesso.
- gite in bicicletta:
sull'isola Brioni Maggiore ci sono oltre ventiquattro chilometri di sentieri percorribili in bicicletta.

Fazana - imbarco per le isole Brioni Brioni Minore Punta Pogledalo - impronte fossili di dinosauri teropodi