Rab - isola di Rab

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L'isola di Rab si trova a 180 km da Trieste ed è collegata alla terraferma da una linea frequente di traghetto da Jablanac e da giugno a settembre all'isola Krk con la linea Baska - Lopar (molto meno frequente).
L'isola di Rab è lunga ventidue chilomentri e larga mediamente undici, ed è separata dalla terraferma dal canale del Velebit a sud est, dall'isola di Pag dal canale Pasko, dalle isole di Cres e Lussino a ovest dal canale Kvarneric, mentre verso l'isola Krk si trova il canale Porta Senjska. Deriva il suo nome dal latino "rabus" - villaggio - anticamente era un villaggio di pescatori.
L'isola possiede centocinquantasette chilometri di piste ciclabili, centoquarantaquattro chilometri di sentieri per trekking ed esiste un sentiero che percorre il monte Kamenjak fino alla cima dalla quale ammirare la vista dell'isola Rab nella quasi sua totale interezza e le isole vicine.
Ci sono inoltre diversi centri sub autorizzati che organizzano corsi di immersione e offrono servizio di noleggio attrezzatura: le acque dell'isola di Rab e degli isolotti vicini (Sv. Grgur, Goli, Prvic, Dolin, Cutin) oltre ad offrire grotte e altri stupefacenti paesaggi marini ospitano un campo protetto di anfore davanti a Sorinj.
L'isola dispone inoltre di numerose infrastrutture sportive e di un'ampia scelta di flotte charter e imbarcazioni di vario tipo.

Il clima dell'isola è di tipo mediterraneo con estati calde e inverni miti e i rilievi montuosi interni la proteggono dai venti, la temperatura del mare intorno all'isola raggiunge i venti gradi in estate e mantiene una media di circa sedici gradi durante tutto l'anno. Singolare e impressionante il contrasto che caratterizza il territorio dell'isola, quasi completamente brulla e lunare a sud, verde e lussureggiante di vegetazione mediterranea a sud. La parte più verde dell'isola è Kalifront che assomiglia a un vero e proprio bosco con querce e pini e diversi tipi di felci ed edere - la parte centrale della penisola kalifront è stata dichiarata riserva naturale e vi crescono numerose querce da sughero, molto rare nell'Adriatico. Nella parte centrale dell'isola ci sono campi, frutteti, uliveti e vigneti e oltre alla flora autoctona sono stati impiantati cipressi, agavi e fichi d'india, pioppi e alloro. Recentemente grazie agli sforzi della Protezione Forestale sono stati creati alcuni parchi di straordinaria bellezza come il parco della penisola Frkanj e in Rab città, il parco Komrcar. La fauna dell'isola comprende numerosi tipo di uccelli sia stanziali che migratori tra cui, oltre ai numerosi gabbiani, sparvieri, gufi e civette, meno frequenti aquile e grifoni usignoli e rondini, fringuelli e trampolieri. Tra i rettili abbondano le lucertole verdi e non ci sono serpenti velenosi su tutta l'isola, si trovano diversi tipi di rane e farfalle multicolori e grilli.

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Un po' di storia:
Alcune delle più antiche tracce di un'epoca in cui la pietra era ancora un'arma, uno strumento e un attrezzo quotidiano sono conservate nel Museo Archeologico di Zara.
Sull'isola sono state ritrovate asce di pietra, punte di coltello e persino l'amo di un pescatore. Le prime informazioni attendibili sulla storia dell'isola si trovano in diari di viaggio e guide marinaresche scritte in greco antico, e negli scritti di geografia di Skilaks Kariandonski (quarto secolo a.C.) che nonima l'isola di Rab con il nome di Arba di derivazione Liburno-Illirica: in particolare "arb" significa scuro, cupo, così il nome "Arba" avrebbe indicato un'isola nera con probabile riferimento alla foresta di conifere che un tempo copriva l'isola.
Dal primo secolo d.C. numerosi scrittori greci e romani citano l'isola con il nome di Arba o Arva, mentre nel medioevo i nomi più comuni sono Arbe, Arbia, Arbiana, Arbitana e più comunemente Arbum. Il nome Rabcompare per la prima volta nel più antico documento in lingua croata conosciuto: l'atto costitutivo del convento francescano di Sant'Eufemia della metà del quindicesimo secolo.
Lo sviluppo dell'isola è molto lento a causa del popolamento tardivo tipico delle isole sabbiose dell'Adriatico e la maggior parte delle famiglie nobili di Rab provengono da Venezia e dalle vicine città italiane.

Le acque tra Krk e Rab furono teatro di numerose battaglie navali tra Greci e Liburni e la più feroce tra tutte avvenuta nel 365 a.C. vide vincitori i greci con la successiva trasformazione dell'isola in un avanposto militare che avrebbe dovuto impedire ai Liburni di riconquistare la zona. Si presume che le rovine di San Damiano, Kasteline Kamporu e Punta Loparu siano proprio i resti di questi insediamenti militari. Per un intero secolo i Greci impedirono ai Liburni l'accesso all'Adriatico e equando questi ultimi, grazie alle loro alleanze furno sul punto di conquistare l'ultima roccaforte greca, l'isola di Vis, i Greci si allearono con i Romani chiedendone l'aiuto. Per cementare l'alleanza i Romani chiesero in cambio l'isola di Vis, cominciando cosi a coltivare la loro crescente supremazia sull-Adriatico. Nel 228 a.C. i romani sconfissero la regina Teuta che fu costretta a cedere i propri possedimenti nell'Adriatico che divennero punto di appoggio e di penetrazione importante dei romani in queste regioni. Contemporaneamente la regina dovette rinunciare all'alleanza con i Greci dell'isola Hvar. Mentre le tribù illiriche si rendevano conto dell'impossibilità di combattere il dominio romano senza una solida alleanza tra loro, i romani cominciarono il restauro e il rafforzamento delle fortificazioni greche, costruendone di nuove, soprattutto sulle isole. Una di queste stazioni militari per navi costruita nel secondo secolo a.C. venne costruita dove oggi sorge la città di Rab.

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